L’Italia ha raggiunto i 13,6 GW di potenza eolica installata, eppure il vento soffia diversamente da Nord a Sud. I dati Terna del 2025 raccontano una storia di crescita incostante: a ottobre la produzione è balzata del 70,1%, ma a settembre era crollata del 23,4% per via di una ventosità avara. Il risultato complessivo è un aumento modesto, frutto di nuove installazioni che compensano a fatica le variazioni meteorologiche stagionali.

Potenza installata 2025: 13,6 GW · Crescita dal 2020: +2 GW · Nuovo installato 2025: -8% vs 2024 · Regioni Sud: 91% capacità

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • 13,6 GW potenza installata a fine 2025 (Greenreport)
  • +608 MW nuova capacità nel 2025, -11,2% sul 2024 (Greenreport)
  • Puglia, Sicilia, Campania, Basilicata, Calabria e Molise concentrano il 91% della capacità nazionale (Enel Foundation)
2Cosa resta incerto
  • Calendario preciso per l’eolico offshore italiano: nessuna data certa dal governo
  • Produzione eolica totale annua 2025 completa: i rapporti Terna fino a novembre
  • Impatto esatto delle nuove autorizzazioni sullo sviluppo 2026-2027
3Segnale temporale
  • 2020: 11 GW installati (Terna)
  • 2024: 13 GW, +2 GW crescita (Terna)
  • 2025: 13,6 GW, calo nuovo installato (Terna)
  • 2026: espansione attesa del parco eolico (Terna)
4Cosa viene dopo
  • Sfide NIMBY frenano nuove installazioni al Centro-Nord (Greenreport)
  • Potenziale offshore ancora in gran parte inutilizzato (Greenreport)
  • Il fotovoltaico supera l’eolico: 34,6% vs quota inferiore (Greenreport)

I numeri chiave dell’eolico italiano nel 2025, ricostruiti dai rapporti mensili Terna e dalla Fondazione Enel.

Dato Valore Fonte
Potenza eolica 2025 13.629 MW Greenreport
Nuovo installato 2025 -8% vs 2024 Greenreport
Capacità Sud Italia 91% totale Enel Foundation
Produzione eolica cumulativo 2025 (nov) +341 GWh vs 2024 Terna
Incremento ottobre 2025 +959 GWh Terna

Qual è la situazione attuale dell’eolico in Italia?

A fine 2025, l’Italia totalizza 13.629 MW di potenza eolica installata, un incremento di circa 2 GW rispetto ai 11 GW del 2020. Il gestore della rete nazionale Terna rileva che le nuove installazioni hanno aggiunto 608 MW nel corso dell’anno, un dato in calo dell’11,2% rispetto al 2024.

Potenza installata 2025

  • Totale nazionale: 13.629 MW (fonte: Greenreport, dati Terna)
  • Nuovo installato annuo: +608 MW, -11,2% sul 2024
  • Crescita capacità a giugno 2025: +274 MW (Terna)

Crescita recente

L’espansione dell’eolico italiano procede a singhiozzo. Nel 2025 cumulativo a novembre, la produzione eolica è aumentata di 341 GWh rispetto al 2024, un risultato raggiunto grazie all’aumento della capacità in esercizio (+929 GWh) che ha compensato una ventosità inferiore alla media (-588 GWh) (Terna).

Il punto chiave

Il vento non è sempre generoso: senza l’aumento della capacità installata, il 2025 eolico sarebbe stato in calo. Le nuove turbine reggono la produzione solo dove il vento soffia abbastanza.

Qual è la regione con più pale eoliche in Italia?

Sei regioni del Sud e delle isole — Puglia, Sicilia, Campania, Basilicata, Calabria e Molise — concentrano il 91% della capacità eolica nazionale. La Fondazione Enel conferma che queste aree benefitano di una geografia favorevole, con venti costanti che rendono economicamente sostenibili gli impianti.

Distribuzione Sud-Nord

Il baricentro dell’eolico italiano resta saldamente ancorato al Meridione. Al Nord e al Centro, gli incrementi di capacità riguardano soprattutto il fotovoltaico: Lazio ha guidato più mesi con +670 MW a ottobre e +701 MW a novembre, Lombardia +491 MW, Veneto +384 MW (Terna), ma si tratta prevalentemente di pannelli solari, non pale eoliche.

  • Sicilia: +808 MW di capacità fotovoltaica a novembre 2025 (Terna)
  • Puglia: +439 MW fotovoltaico, +439 MW eolico storico
  • Lazio: leader incrementi generali, ma eolico marginale

L’eolico italiano resta relegato al Meridione per una ragione pratica: i venti costanti del Sud rendono gli impianti redditizi, mentre al Centro-Nord le pale devono competere con proteste locali e venti intermittenti.

Parchi principali

Tra gli impianti più rilevanti figurano parchi eolici in provincia di Foggia (Puglia) e nel trapanese (Sicilia), con potenze unitarie che oscillano tra 3 e 30 MW. Il parco di San Benedetto, ad esempio, eroga 3,5 MW. L’Enel Foundation documenta come la concentrazione meridionale sia il risultato di decenni di investimenti guidati dalle caratteristiche anemometriche del territorio.

Quanto produce l’eolico in Italia?

Nel 2025, la produzione eolica italiana ha mostrato volatilità marcata mese per mese. Secondo i rapporti mensili di Terna, a novembre la produzione ha raggiunto 1.797 GWh, il 2,3% in più rispetto allo stesso mese del 2024.

Produzione annua

  • Gennaio-giugno 2025 cumulativo: -1.493 GWh vs 2024, per minore ventosità (-2.124 GWh) parzialmente compensata da capacità +631 GWh (Terna)
  • Luglio 2025: 1.826 GWh, +53,4% e +636 GWh rispetto a luglio 2024 (Terna)
  • Settembre 2025: -23,4% e -379 GWh per ridotta producibilità (Terna)
  • Ottobre 2025: +70,1% e +959 GWh rispetto a ottobre 2024 (Terna)
  • Novembre 2025: 1.797 GWh, +40 GWh (Terna)

Contributo rete

A ottobre 2025, le rinnovabili hanno coperto il 45,2% della domanda elettrica nazionale (Terna). Ad agosto, il dato era del 48% (Terna). Nel complesso del 2025, le rinnovabili hanno prodotto 130.937 GWh, in calo del 2,3% sul 2024, con il fotovoltaico che supera l’idroelettrico al primo posto tra le fonti pulite (Greenreport).

La quota eolica sul totale delle rinnovabili resta inferiore a quella del fotovoltaico: l’eolico contribuisce meno perché la sua capacità è cresciuta meno e perché la ventosità nel 2025 è stata spesso sotto la media.

Il dato

A novembre 2025, le rinnovabili coprono il 37,2% della domanda, in calo dal 39,7% del 2024. L’aumento del termoelettrico (+4,6%) compensa parzialmente il rallentamento delle FER.

Perché in Italia è poco sfruttata l’energia eolica?

Nonostante i 13,6 GW installati, l’eolico italiano resta sotto il suo potenziale teorico. Tre fattori principali frenano lo sviluppo: gli ostacoli autorizzativi, l’opposizione locale (NIMBY) e la mancanza di impianti offshore.

Ostacoli NIMBY

L’opposizione delle comunità locali alle nuove pale eoliche rappresenta un blocco significativo al Centro-Nord. In Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia — regioni dove il vento non è costante come al Sud — le proteste hanno rallentato o bloccato progetti. Il risultato è una concentrazione geografica che rafforza lo squilibrio Nord-Sud.

  • Temi ricorrenti: impatto paesaggistico, rumore, calo valore immobili
  • Tempi autorizzativi medi: 5-7 anni per nuovi parchi eolici
  • Regioni virtuose al Sud: percorsi accelerati per impianti in aree già industrializzate

Vantaggi e svantaggi

Vantaggi

  • Energia pulita a costo zero del combustibile
  • Riduzione emissioni CO₂ equivalente a centinaia di migliaia di auto
  • Indotto industriale e occupazione locale nei territori ospitanti
  • Costo dell’energia protetto da volatilità dei fossili

Svantaggi

  • Produzione intermittente legata alla ventosità
  • Impatto visivo su paesaggi naturalistici
  • Concentrazione geografica al Sud, deficit infrastrutturale al Nord
  • Assenza di eolico offshore significativo
Il paradosso

L’Italia ha una delle coste più ventose del Mediterraneo, eppure non ha un singolo parco eolico offshore operativo. Il fotovoltaico supera i 44 TWh di produzione nel 2025, mentre l’eolico resta inchiodato al 91% di capacità concentrata in sei regioni meridionali.

Quali prospettive per l’eolico in Italia nel 2025?

Guardando al 2026 e oltre, lo sviluppo dell’eolico italiano dipende da tre variabili: la velocizzazione delle autorizzazioni, lo sfruttamento del potenziale offshore e la capacità di superare le resistenze locali al Centro-Nord.

Offshore e Nord

L’eolico offshore rappresenta la frontiera più promettente ma anche più incerta. Al momento non esistono parchi marittimi operativi in Italia, nonostante i bandi annunciati dal governo. L’Enel Foundation evidenzia come il Mare Adriatico e lo Ionio offrano condizioni anemometriche paragonabili a quelle del Mare del Nord, dove l’eolico marino è ormai maturo.

  • Potenziale stimato offshore Italia: 3-5 GW tecnicamente realizzabili
  • Primo bando offshore: slittato più volte, nessuna data certa
  • Alternative: eolico galleggiante in sperimentazione nel Ponente ligure

Previsioni installato

Per il 2026, gli analisti prevedono un’accelerazione delle installazioni grazie ai progetti già autorizzati e in fase di costruzione. L’incremento atteso è di 500-700 MW, con focus su Puglia, Sardegna e, potenzialmente, prime installazioni in mare aperto. Greenreport segnala che le installazioni rinnovabili totali nel 2025 si sono fermate a 7,2 GW, in calo del 3,9%, un segnale che la corsa alle rinnovabili sta rallentando.

In sintesi: L’eolico italiano è cresciuto di 2 GW in cinque anni, ma nel 2025 le nuove installazioni sono calate dell’8%. Per investitori e policy maker: il Sud rimane la scommessa sicura per nuovi parchi eolici grazie ai venti costanti. Per chi guarda al Centro-Nord: le opportunità esistono, ma servono turbine più efficienti e un cambio di passo nelle autorizzazioni, o l’eolico offshore resterà un miraggio.

“Nel 2025, l’aumento della produzione eolica (+301GWh) è dovuta all’aumento della capacità in esercizio (+850 GWh),che compensa una minore ventosità (-549 GWh).”

Terna, Gestore rete nazionale

“Le installazioni di nuovi impianti si fermano a 7,2 GW (-3,9%) e la produzione di elettricità pulita a 130.937 GWh (-2,3%).”

Greenreport, Testata ambientale

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La capacità eolica italiana tocca i 13,6 GW con il 91% concentrato al Sud, come emerge dall’analisi sulla potenza al Sud tra Bari e Foggia.

Domande frequenti

Ci sono parchi eolici offshore in Italia?

Al momento non esistono parchi eolici marittimi operativi in Italia. Sono stati annunciati bandi per installazioni nel Mare Adriatico e Ionio, ma nessun progetto è ancora stato realizzato. Il potenziale è stimato in 3-5 GW tecnicamente realizzabili.

Quali sono i vantaggi dell’energia eolica in Italia?

L’eolico produce energia senza emissioni di CO₂ durante il funzionamento, riduce la dipendenza dai fossili, crea occupazione locale e protegge i consumatori dalla volatilità dei prezzi del gas naturale. Le regioni del Sud beneficiano di venti costanti che rendono gli impianti economicamente sostenibili.

Quali svantaggi frenano l’eolico italiano?

La produzione dipende dalla ventosità, con forti variazioni mensili. L’impatto visivo sulle pale eoliche scatena resistenze locali. La concentrazione al Sud crea squilibri nella distribuzione dei benefici economici. Manca ancora un’eolico offshore significativo.

L’eolico è presente nel Nord Italia?

Presente ma marginale. Il Nord Italia (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna) concentra la maggioranza delle nuove installazioni fotovoltaiche. Gli impianti eolici al Nord sono pochi e di taglia inferiore rispetto ai parchi pugliesi e siciliani, perché i venti sono meno costanti.

Quanto contribuisce l’eolico al mix energetico italiano?

Nel 2025, le rinnovabili hanno coperto tra il 37,2% (novembre) e il 48% (agosto) della domanda elettrica nazionale. L’eolico è la terza fonte rinnovabile dopo fotovoltaico (34,6%) e idroelettrico (32,3%). La produzione eolica cumulativa 2025 è aumentata di 341 GWh rispetto al 2024.

Quali sono i principali parchi eolici italiani?

I parchi più grandi si trovano in Puglia (Foggia, BAT), Sicilia (Trapani, Enna), Campania (Avellino) e Basilicata (Potenza). Le potenze unitarie variano da 3 MW (come San Benedetto) a 30 MW per i parchi più estesi. Tutti concentrati al Sud e nelle isole.

L’energia eolica è in espansione in Veneto?

Il Veneto ha visto incrementi di capacità generale (+384 MW a ottobre 2025), ma si tratta soprattutto di fotovoltaico. Gli impianti eolici veneti sono pochi e di piccola taglia, a causa dei venti intermittenti e delle resistenze locali. Le prospettive restano limitate rispetto al Meridione.