Se hai provato a fissare una visita dal tuo medico di base nelle ultime settimane, forse hai già incontrato qualche difficoltà. Non è un caso isolato: la carenza di medici di famiglia in Italia è un fenomeno strutturale che tocca milioni di persone. In questo articolo scoprirai quanti sono i medici di base, quanto guadagnano, perché stanno diminuendo e come prenotare una visita online.

Medici di base in Italia (2025): oltre 40.000 ·
Carenza stimata: più di 5.500 medici mancanti ·
Stipendio medio annuo lordo: circa 85.000 euro ·
Pazienti massimi per medico: 1.500 ·
Bandi deserti per medicina generale: si registrano in molte regioni

Panoramica rapida

1Cosa sono i medici di base
  • Definizione di Medico di Medicina Generale (Wikipedia)
  • Ruolo nelle cure primarie (Wikipedia)
  • Liberi professionisti convenzionati con il SSN (Wikipedia)
2Crisi della professione
3Stipendi e prospettive
  • Stipendio medio annuo lordo 85.000 euro
  • Guadagno con 1500 pazienti
  • Prospettive 2026
4Prenotazione online
  • Piattaforme come MioDottore e Doctolib
  • Prenotazione tramite CUP
  • App regionali (es. Lombardia)

Sei dati raccontano la fotografia attuale della professione, tra numeri complessivi e criticità regionali.

Indicatore Valore
Numero medici di base (2025) circa 40.000
Carenza stimata > 5.500 medici (Notizie Focus)
Stipendio medio annuo lordo 85.000 €
Stipendio netto mensile (1500 pazienti) 4.000-5.000 €
Pazienti massimi 1.500
Bandi deserti segnalati in diverse regioni
Il quadro in sintesi: La carenza di medici di base colpisce milioni di cittadini. I numeri ufficiali confermano un’emergenza strutturale che richiede interventi immediati da parte del governo e delle regioni.

Quanti sono in Italia i medici di base?

Numero attuale di medici di medicina generale

Al 1° gennaio 2025, in Italia si contano circa 40.000 medici di base, secondo i dati della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO). Tuttavia, il dato preoccupante è la carenza strutturale: secondo il rapporto della Fondazione GIMBE, aggiornato al 1° gennaio 2025, mancano 5.716 medici di medicina generale distribuiti in 18 Regioni e Province autonome. Si tratta del record negativo nella storia della medicina generale italiana.

Distribuzione regionale e rapporto con la popolazione

La carenza non è uniforme. Secondo l’analisi di Sky TG24 (Fondazione GIMBE), le aree più critiche sono Lombardia, Veneto, Campania, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana, dove si concentrano i picchi di borse di studio non assegnate, superiori al 40% in alcune regioni. Tra il 2019 e il 2024 sono scomparsi 5.197 medici di medicina generale dalla rete assistenziale, con un gap tra pensionamenti e nuovi ingressi che supera i 2.700 medici di famiglia. Al contrario, non risultavano carenze in Basilicata, Molise, Umbria e Sicilia nel quadro al 1° gennaio 2024.

  • Lombardia, Veneto, Campania, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana: aree più critiche
  • Basilicata, Molise, Umbria e Sicilia: senza carenze segnalate al 2024
Il paradosso

Mentre alcune regioni del Sud non segnalano carenze, il Nord industrializzato — con una popolazione più anziana e una domanda di cure primarie in crescita — soffre la mancanza di medici di famiglia, ampliando il divario territoriale nell’accesso alle cure.

L’implicazione: senza un riequilibrio nella distribuzione territoriale e un aumento dei posti nei corsi di medicina generale, il divario tra regioni continuerà ad allargarsi, penalizzando i cittadini delle aree più colpite.

Perché non ci sono più medici di base?

Pensionamenti e calo di nuovi ingressi

Le cause sono strutturali e risalgono a diversi anni. Entro il 2028 sono previsti 8.180 pensionamenti di medici di medicina generale, come riporta Notizie Focus. Allo stesso tempo, i nuovi ingressi non colmano il vuoto: nel 2024 non sono state assegnate il 15% delle borse di studio per medici di famiglia, secondo Sky TG24.

Bandi deserti e condizioni di lavoro

I bandi per la medicina generale restano deserti in molte regioni, specialmente in quelle con carichi di lavoro più elevati e stipendi considerati poco competitivi. La professione — che formalmente è quella di un libero professionista convenzionato con il SSN, come spiega Wikipedia — richiede una disponibilità h24 che scoraggia molti giovani medici. La bozza di riforma del 2025, riportata da Avvenire, prevede che i medici di base svolgano almeno sei ore a settimana nelle Case di comunità, avvicinandoli al regime di dipendenza pubblica.

Cosa tenere d’occhio

Il governo puntava a chiudere l’intesa entro fine giugno 2025 per rispettare gli obiettivi PNRR sulla sanità territoriale. L’esito della riforma determinerà se la carenza di medici di base potrà essere affrontata con un cambio di modello organizzativo o se continuerà a crescere.

La conseguenza: se i giovani medici continueranno a preferire altre specializzazioni o a cercare condizioni migliori all’estero, il sistema delle cure primarie rischia un collasso progressivo, con liste d’attesa sempre più lunghe per i pazienti.

Qual è lo stipendio di un medico di base in Italia?

Stipendio medio annuo

Lo stipendio medio annuo lordo di un medico di base in Italia si aggira intorno agli 85.000 euro, secondo dati sindacali e stime INPS. Si tratta di una cifra che lo colloca tra le professioni sanitarie meglio retribuite, ma che va rapportata al carico di lavoro e alle responsabilità.

Stipendio con 1500 pazienti

Un medico di base con il massimo di 1.500 pazienti in carico può arrivare a guadagnare tra i 4.000 e i 5.000 euro netti al mese. Tuttavia, l’importo effettivo varia significativamente in base alla regione di appartenenza, al numero di assistiti e agli eventuali contratti integrativi regionali. Le fonti sindacali sottolineano che lo stipendio netto mensile per un medico con 1.500 pazienti può oscillare anche del 20-30% a seconda della zona.

Prospettive 2026

Le prospettive per il 2026 restano incerte: senza un adeguamento delle tariffe e un aumento della base pazienti, lo stipendio reale potrebbe subire un’erosione a causa dell’inflazione e dell’aumento dei costi di gestione dello studio. La riforma in discussione potrebbe introdurre nuove modalità di remunerazione legate agli obiettivi di salute e all’integrazione con le Case di comunità.

Il nodo: il guadagno di un medico di base non dipende solo dal numero di pazienti, ma anche dalla capacità di mantenere alti standard assistenziali, che richiedono tempo e risorse non sempre compatibili con le attuali tariffe forfettarie.

Come si chiamano oggi i medici di base?

Medico di medicina generale (MMG)

Il termine ufficiale è “medico di medicina generale” (MMG). Come spiega Wikipedia, si tratta di un libero professionista convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, non di un dipendente pubblico. I termini “medico di base” e “medico di famiglia” sono sinonimi nell’uso comune.

Come prenotare una visita dal medico di base?

Prenotazione online tramite MioDottore e Doctolib

Oggi la maggior parte dei medici di base offre la possibilità di prenotare online tramite piattaforme come MioDottore e Doctolib. Il processo è semplice: si cerca il proprio medico per nome o per specialità, si seleziona una fascia oraria disponibile e si riceve una conferma via email o SMS. Entrambe le piattaforme sono gratuite per il paziente e permettono di gestire appuntamenti e promemoria.

Prenotazione tramite CUP

In alcune regioni, la prenotazione della visita dal medico di base passa ancora attraverso il CUP (Centro Unico di Prenotazione). Il sistema CUP regionale consente di fissare un appuntamento per visite specialistiche, ma per il medico di base la modalità principale rimane quella telefonica o online diretta, a meno che il medico non sia integrato in un sistema CUP regionale specifico. Non tutti i medici di base aderiscono al CUP per le prenotazioni dirette.

App regionali (Lombardia)

In Lombardia, l’app Doctolib è integrata con il sistema sanitario regionale, permettendo ai cittadini di prenotare visite dal medico di base e specialistiche direttamente dallo smartphone. Altre regioni stanno sviluppando app simili: in Emilia Romagna il servizio Salute ER e in Veneto Sanità Veneto offrono funzionalità analoghe. L’obiettivo è centralizzare le prenotazioni e ridurre le file agli sportelli.

La scelta pratica

Per il cittadino, la soluzione più rapida resta MioDottore o Doctolib: se il medico di base è presente, la prenotazione richiede meno di un minuto. In assenza, il vecchio metodo telefonico o lo sportello CUP restano l’unica alternativa, con tempi di attesa variabili.

Il consiglio: verifica prima se il tuo medico di base è su una piattaforma online. Se sì, risparmierai tempo. Se no, chiama il suo ambulatorio negli orari di ricevimento o utilizza il CUP regionale se disponibile.

Cosa cambia con la riforma dei medici di base?

La riforma in discussione nel 2025, come descritta da Avvenire, introduce due cambiamenti chiave per i medici di base. Il primo riguarda l’obbligo di svolgere almeno sei ore a settimana nelle Case di comunità, strutture territoriali pensate per avvicinare le cure primarie ai cittadini. Il secondo è la possibilità per le regioni di assumere direttamente i medici di base in caso di carenze di organico, trasformandoli da liberi professionisti a dipendenti pubblici. L’intesa era attesa entro fine giugno 2025, per rispettare gli obiettivi del PNRR sulla sanità territoriale.

La posta in gioco: se la riforma passerà, il medico di base diventerà una figura più integrata nel sistema pubblico, ma il rischio è che molti professionisti decidano di opporsi, con possibili scioperi e difficoltà applicative. Per il cittadino, l’effetto concreto sarà una maggiore disponibilità di orari e servizi nelle Case di comunità, ma a patto che il personale ci sia.

Timeline: la crisi dei medici di base in Italia

Tre date chiave raccontano l’evoluzione della carenza di medici di famiglia.

  • 2020-2024: Aumento dei pensionamenti e calo degli accessi ai corsi di medicina generale. Tra il 2019 e il 2024 scompaiono 5.197 medici (Notizie Focus).
  • 2025: Segnalazione di oltre 5.500 medici mancanti (Fondazione GIMBE, aprile 2025). Il dato è considerato un record negativo.
  • 2026 (prospettiva): Prospettive di ulteriore carenza senza interventi strutturali. Attesi 8.180 pensionamenti entro il 2028.

Il segnale: la curva è in salita da cinque anni e i provvedimenti finora adottati non hanno invertito la tendenza. Il 2025 segna un punto di non ritorno, con la politica chiamata a decidere se trasformare radicalmente il modello o lasciare che la carenza diventi cronica.

Cosa è certo e cosa resta incerto

Fatti confermati

  • In Italia ci sono circa 40.000 medici di base (dati FNOMCeO, via Sky TG24).
  • La carenza di medici di famiglia supera le 5.500 unità (Notizie Focus, Fondazione GIMBE).
  • I medici di base sono liberi professionisti convenzionati con il SSN (Wikipedia).

Cosa resta incerto

  • L’importo esatto dello stipendio netto mensile varia in base al numero di pazienti e alla regione, con oscillazioni fino al 20-30%.
  • Le cause precise della mancanza di medici includono anche fattori locali non sempre documentati, come la qualità della vita e le opportunità di carriera alternative.

Voci dalla crisi

Ecco alcune prospettive emerse dalle fonti consultate, che aiutano a comprendere la portata del fenomeno.

La carenza di 5.716 medici rappresenta un record negativo nella storia della medicina generale italiana.

— Report Fondazione GIMBE, citato da Notizie Focus (aprile 2025)

Tra il 2019 e il 2024 sono scomparsi 5.197 medici di medicina generale dalla rete assistenziale.

— Analisi Fondazione GIMBE, riportata da Sky TG24 (marzo 2025)

Due osservazioni, due angolature diverse — il dato strutturale e la dinamica temporale — che convergono su un punto: la crisi è reale, misurata e in accelerazione.

Per il cittadino italiano, la scelta è chiara: informarsi e agire in anticipo, verificando la disponibilità del proprio medico di base e le modalità di prenotazione online, o rischiare di trovarsi in coda quando la situazione peggiorerà ulteriormente.

La situazione è ulteriormente aggravata dalla cronica La carenza di medici di base che affligge il sistema sanitario nazionale.

Domande frequenti sui medici di base

Cos’è un medico di base?

Il medico di base, ufficialmente chiamato medico di medicina generale (MMG), è un professionista sanitario laureato in medicina e specializzato in medicina generale. È un libero professionista convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), che offre cure primarie ai cittadini, prescrivendo farmaci, esami e visite specialistiche, e gestendo le patologie croniche.

Qual è la differenza tra medico di base e medico di famiglia?

Nell’uso comune, i termini “medico di base” e “medico di famiglia” sono sinonimi e si riferiscono entrambi al medico di medicina generale. La denominazione ufficiale è “medico di medicina generale”, ma entrambi i termini sono accettati e utilizzati in Italia.

Come si sceglie un medico di base?

Per scegliere un medico di base, devi recarti presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) della tua ASL di residenza o compilare il modulo online, se la tua regione lo prevede. Puoi scegliere tra i medici disponibili nel tuo comune, che abbiano ancora posti liberi (massimo 1.500 pazienti). Puoi cambiare medico in qualsiasi momento.

Quanti pazienti può avere un medico di base?

Il numero massimo di pazienti che un medico di base può avere in carico è di 1.500. Questo limite è stabilito dalla convenzione nazionale con il SSN. In casi particolari, come zone carenti, il limite può essere aumentato a 1.800.

Cosa fare se il medico di base non è disponibile?

Se il tuo medico di base non è disponibile (ad esempio per ferie o malattia), puoi rivolgerti al sostituto indicato dal suo ambulatorio. In alternativa, puoi contattare la guardia medica (continuità assistenziale) per urgenze non gravi, o il Pronto Soccorso per emergenze. Alcune regioni offrono anche il servizio di “medico di base online” tramite app.

Come cambiare medico di base?

Puoi cambiare medico di base in qualsiasi momento recandoti presso l’URP della tua ASL o utilizzando il portale online della tua regione, se disponibile. La scelta del nuovo medico è gratuita, a patto che abbia posti disponibili. Il cambio è immediato e non richiede motivazioni particolari.

Il medico di base prescrive esami specialistici?

Sì, il medico di base può prescrivere esami del sangue, radiografie, ecografie, visite specialistiche e altri accertamenti diagnostici, se ritenuti necessari per la diagnosi o il monitoraggio di patologie. Le prescrizioni sono valide per il SSN e possono essere effettuate sia in formato cartaceo che digitale (ricetta dematerializzata).

Quali sono gli orari tipici di un medico di base?

Gli orari di un medico di base variano da professionista a professionista, ma generalmente prevedono ricevimenti al mattino nei giorni feriali, con un pomeriggio di apertura settimanale. Molti medici offrono anche visite domiciliari per pazienti non autosufficienti. Gli orari aggiornati sono esposti all’ingresso dell’ambulatorio e spesso pubblicati online.